Lavoro da una decina d'anni e posso con certezza affermare di non aver mai incontrato un leader.
Di manager a bizzeffe... ma di leader. Neppure l'ombra.
Manager dispotici, lunatici, sbrigativi, falsi comunicatori, sgrammaticati, incoerenti,
smemorati, distratti, superficiali, distratti: di questi si. Ne ho trovati a centinaia: alcuni
anche scarsi a livello manageriale.
Se un giorno riuscirò nei miei intenti, mai vorrò assomigliare a nessuno di questi.
Non sono persone inventate, ma tutte reali. Sono figure concrete di fronte a me.
Chiari esempi da non seguire.
Cosa fa un manager? lavora sul presente, "gestisce", usa tecniche consolidate e sicure per
"condurre" l'azienda in modo efficace. A volte si impone, esige.
Ma un leader? un leader si fa seguire, indica la direzione e ti appassiona. Ti fa
venire voglia di andare dove punta il suo dito.
Mi pare molto più difficile, vero?
Sicuramente è necessario avere idee molto più chiare.
E' un'idea abbastanza romantica, ma la sola immagine appassiona.
Certo non basta essere leader, è necessario conoscere anche tecniche da manager.
Management 4 Dummies
Appunti di management
2009/12/03
2009/11/24
Un buon orologio
Gli orologi sono bellissimi e ti rendono puntuale. Non puoi non averne uno. E' vero che potremmo farne a meno: siamo circondati da display con orologi, pure sul cellulare. A parte quell'immagine di precisione che può trasmettere, vi renderà effettivamente puntuali: cosa ci vuole a buttare uno sguardo al quadrante ogni tanto?
E' importante essere sempre puntuali. Arrivare prima, mai dopo. Arrivando dopo si trasmette l'impressione che gli altri non siano tanto importanti quanto voi... e che il loro tempo non conti quanto il vostro.
Mi han raccontato di un direttore generale che era solito dare appuntamenti ad orari insoliti: 'si presenti alle 14:03', 'la riunione è alle 9 e 27'. Con un'orario così non si può sgarrare. Non è come dire alle 14 e 30 che significa "alle due e mezza più o meno ma poi c'è sempre il quarto d'ora accademico ecc ecc". No! Orari così netti implicano la massima precisione. Se arrivi un minuto dopo, sei in ritardo! E quel manager alle 14:03 guardava il suo rolex ed iniziava.
E' importante essere sempre puntuali. Arrivare prima, mai dopo. Arrivando dopo si trasmette l'impressione che gli altri non siano tanto importanti quanto voi... e che il loro tempo non conti quanto il vostro.
Mi han raccontato di un direttore generale che era solito dare appuntamenti ad orari insoliti: 'si presenti alle 14:03', 'la riunione è alle 9 e 27'. Con un'orario così non si può sgarrare. Non è come dire alle 14 e 30 che significa "alle due e mezza più o meno ma poi c'è sempre il quarto d'ora accademico ecc ecc". No! Orari così netti implicano la massima precisione. Se arrivi un minuto dopo, sei in ritardo! E quel manager alle 14:03 guardava il suo rolex ed iniziava.
Dividere!
Non sì avrà mai un risultato. Questa cosa l'ho imparata già dall'età di 10 anni quando accendevo lo Spectrum 48k e mi dicevo: 'ecco, adesso scrivo un programma'.
Pigiavo un po' di tasti per tutto il pomeriggio ma non arrivavo a nulla di concreto. Imparai quindi a darmi delle mete. Una domanda chiara: Cosa voglio realizzare? e poi cercare la risposta scomponendo il problema in sotto parti. Questa tecnica mi ha salvato in migliaia di situazioni: si sbatte il muso contro il muro e si va in panico perchè non si sà come affrontare l'ostacolo.
Pigiavo un po' di tasti per tutto il pomeriggio ma non arrivavo a nulla di concreto. Imparai quindi a darmi delle mete. Una domanda chiara: Cosa voglio realizzare? e poi cercare la risposta scomponendo il problema in sotto parti. Questa tecnica mi ha salvato in migliaia di situazioni: si sbatte il muso contro il muro e si va in panico perchè non si sà come affrontare l'ostacolo.
Questioni di fede
L'obiettivo è tutto. Riempie i vostri pensieri. Io non posso dimenticare i miei. Sono sempre lì, a volte in sottofondo, a volte in primo piano, nel bene e nel male. Io credo fermamente ai miei obiettivi. Li ho scelti io (o in una visione più mistica: mi hanno scelto loro).
Amo i miei obiettivi ed in loro credo fermamente.
E' una questione d'amore.
Amo i miei obiettivi ed in loro credo fermamente.
E' una questione d'amore.
Dove si va
Dove si va? Senza un obiettivo, non si conclude nulla di buono. Senza una meta si vaga per ore ed ore annoiandosi e perdendo tempo. Mi sono dato un'obiettivo: scalare il monte Rosa. Me lo sono posto alcuni anni fa. E' un punto fisso, come il monte Rosa che vedo all'orizzonte dalla pianura in cui abito. Me lo sono posto senza che fossi uno scalatore, ma sto imparando: passo dopo passo. Servono energie ed esperienze e mi sto procurando borsate intere di entrambe le cose. Gite sempre più impegnative con l'uso di attrezzature e dure sessioni di corsa della durata di ore in qualsiasi condizione climatica. Giuro, è tutto vero. Aver definito l'obiettivo ha fatto scattare in me delle molle. Ogni cosa che faccio la faccio guardando la mia meta. Tutto il resto viene da sè. Nei momenti più duri, sotto l'acqua o con la brina sulla testa mi immagino sul Breithorn e riprendo le forze.
Ovviamente più obiettivi possono coesistere e spesso si rafforzano e si fondono l'uno con l'altro.
Ovviamente più obiettivi possono coesistere e spesso si rafforzano e si fondono l'uno con l'altro.
Da qualche parte si deve pur iniziare
Da qualche parte si deve pur iniziare. E da qui proverò ad iniziare questo cammino per raccontare la mia evoluzione lavorativa; o almeno il mio tentativo di miglioramento della mia posizione. Attualmente sono ingegnere progettista e mi occupo di software. Vorrei diventare qualcosa di più: guadagnare posizioni. Ho di fronte a me la leggendaria carriera di mio padre. Disegnatore, perito meccanico. Iniziò a metà degli anni 50 dalla classe 'M' (per Meccanica, come disse a mia nonna) fino ad arrivare ai più alti livelli di dirigenza della ditta da cui partì. Attualmente è consulente commerciale per questa stessa ditta.
Oggigiorno queste cose non succedono più ed è un peccato sotto certi punti di vista, perchè una storia così implica la gavetta e tanto lavoro di prima mano. Magari difetta di una serie di concetti e conoscenze che si sono sviluppate per tentativi. Oggi d'altronde conosco parecchie persone che si sono potute permettere un master ed eccole lì a dirigere aziende, dipartimenti, senza mai essersi rimboccati un po' le maniche.
Credo che il giusto sia nel mezzo. E da qui parte la mia strada.
Oggigiorno queste cose non succedono più ed è un peccato sotto certi punti di vista, perchè una storia così implica la gavetta e tanto lavoro di prima mano. Magari difetta di una serie di concetti e conoscenze che si sono sviluppate per tentativi. Oggi d'altronde conosco parecchie persone che si sono potute permettere un master ed eccole lì a dirigere aziende, dipartimenti, senza mai essersi rimboccati un po' le maniche.
Credo che il giusto sia nel mezzo. E da qui parte la mia strada.
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